STO USANDO LA MACCHINA DI UN AMICO IN ATTESA CHE AGGIUSTINO LA MIA: LO POSSO FARE?
L’avvocato Simone Labonia ci spiega alcune problematiche che possono sorgere in una situazione del genere.
In Italia, guidare un veicolo intestato a un’altra persona, che sia un familiare o un amico, è una prassi quotidiana e perfettamente legale, ma comporta specifici adempimenti normativi quando l’utilizzo si protrae nel tempo. La disciplina di riferimento è contenuta nell’articolo 94 del Codice della Strada, introdotto per garantire la tracciabilità di chi si trova effettivamente alla guida di un mezzo.
Se il prestito dell’auto avviene in modo saltuario o per brevi periodi (fino a 30 giorni consecutivi), non è richiesta alcuna formalità amministrativa: sufficiente che il veicolo sia regolarmente coperto da assicurazione RCA e che il guidatore sia in possesso di una patente valida.
La situazione cambia quando l’uso dell’auto da parte di un soggetto diverso dal proprietario si estende per un periodo continuativo superiore a 30 giorni. In questo caso, scatta l’obbligo di annotare la variazione sulla carta di circolazione (oggi DU – Documento Unico di circolazione e di proprietà) presso la Motorizzazione Civile.
Un’importante deroga riguarda i familiari conviventi. Se l’auto di un familiare viene guidata da un membro dello stesso nucleo familiare (risultante dallo stato di famiglia), non sussiste alcun obbligo di annotazione, prescindere dalla durata dell’utilizzo. Pertanto, un figlio che guida l’auto del genitore con cui convive non deve espletare alcuna burocrazia.
Se invece il familiare non è convivente (ad esempio un figlio che ha cambiato residenza) oppure si tratta di un amico, l’uso continuativo oltre i 30 giorni impone l’aggiornamento dei documenti del veicolo.
Per adempiere all’obbligo, l’intestatario del veicolo o l’utilizzatore deve presentare richiesta presso gli uffici della Motorizzazione Civile.
A seguito della richiesta, viene rilasciato un tagliando di aggiornamento da applicare sul Documento Unico, sul quale figurano i dati del comodatario e la scadenza (o l’indicazione a tempo indeterminato) del periodo di utilizzo.
Ignorare questo adempimento comporta rischi sanzionatori rilevanti. In caso di controllo delle forze dell’ordine, la mancata annotazione dell’intestatario temporaneo oltre i 30 giorni è punita con una sanzione amministrativa pecuniaria che parte da oltre 700 euro, unitamente al ritiro della carta di circolazione.
Infine, è fondamentale verificare le clausole della polizza assicurativa: se l’assicurazione prevede la “guida esclusiva” o limiti di età per i conducenti, un eventuale sinistro con alla guida una persona non autorizzata potrebbe comportare il diritto di rivalsa da parte della compagnia assicurativa.





